Venetian sounds… (from my part of the country)

Ascoltare il suono della folla a Venezia o il frinire delle cicale nel parco di una villa del vicentino? Da un po’ di tempo  è possibile farlo grazie a Internet e ad alcuni appassionati di field recording, la tecnica di registrare i suoni direttamente immersi nel loro paesaggio sonoro naturale, con l’obiettivo di captare gli elementi particolari di questo spazio.

Peccato che i suoni veneti finora on-line siano ancora pochi. Alcune tracce, tutte registrate a Venezia, sono presenti nel sito Freesound : la folla vociante, le campane in piazza S.Marco, … Gli autori delle registrazioni sono spesso stranieri conquistati dalla città.

Soundtransit, è un altro seducente luogo virtuale ad iscrizione gratuita nel quale gli artisti propongono ‘viaggi sonori’ in giro per il mondo. A Vicenza, il milanese Marco Targa ha registrato le cicale nel parco della Villa ai Nani; a Schio il graphic designer Luigi Turra ha immortalato il gocciolio dell’acqua in una grotta. Il sound artist francese Jean-Philippe Renoult si lascia rapire dai suoni dell’apertura delle porte di un treno regionale alla stazione di Venezia, mentre l’olandese Derek Holzer registra il vaporetto che passa sul Canal Grande.

Bernie Krause del Wild Sanctuary Project ha messo a disposizione di Google Earth e FreeEarth (programmi simili che collegano le mappe terrestri in 3-D a foto dei luoghi) il suo immenso archivio di registrazioni di suoni naturali e paesaggi sonori captati in giro per il mondo a partire dagli anni ‘60. Le mappe sonore italiane sono deserte di suoni e purtroppo all’utente non viene data la possibilità di contribuire.

Che scopo hanno queste operazioni? Il piacere di condividere un’esperienza di ascolto, ma anche il desiderio di salvare dall’oblio un’esperienza sonora e di poterla riutilizzare in altri modi. Molti di questi artisti, infatti, utilizzano i suoni registrati per creare musica (il genere, detto soundscape composition, si è sviluppato in Canada con il pioniere Barry Truax).

Mano al registratore, dunque. Diffondiamo i suoni tipici del nostro paesaggio sonoro quotidiano.

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